Nulla darà la possibilità di sopravvivenza sulla Terra quanto l'evoluzione verso una dieta vegetariana.

Albert Einstein

Come sappiamo, l’impatto ambientale è un argomento di grande preoccupazione, specialmente in questi ultimi periodi. I fattori che influenzano maggiormente questa problematica e su cui abbiamo il potere di fare qualcosa sono le nostre scelta di vita. A maggior ragione, le scelte alimentari si rifrangono molto sull’ambiente data la frequenza con la quale mangiamo. Inoltre, i prodotti di origine animale sono quelli che producono più inquinamento e sprechi.

UNO SGUARDO A COME FUNZIONA

Poniamo che per allevare il cosiddetto “bestiame”,  bisogna coltivare ettari di campi con vegetali (e quindi deforestare con impatti disastrosi sull’ambiente) e consumare più ingenti quantità di acqua, per non parlare dell’uso che la maggior parte degli allevatori al mondo fa degli antibiotici per ingrassare e non far ammalare gli animali destinati al macello.

I DATI

Per produrre un kg di manzo possono occorrere fino a 100.000 litri d’acqua, mentre per un chilo di frumento ne occorrono solo 900 e per un chilo di soia 2000.

Dunque, per produrre una bistecca, bisognerà prima di tutto coltivare quello stesso frumento, anzi molto di più, dato che andrà usato per nutrire dei bovini per svariato tempo; tempo nel quale andrà dato loro da bere, ma anche utilizzata molta acqua per tenere pulite le stalle; ed infine bisogna anche considerare l’acqua utilizzata all’interno dei macelli.

795 milioni di persone nel mondo non hanno sufficiente cibo.

24000 persone al giorno muoiono di fame.

Oltre 100 miliardi di animali ogni anno vengono sacrificati per l’industria alimentare.

Il 74% del pollame mondiale, il 68% delle galline ovaiole e il 43% dei bovini proviene da allevamenti intensivi.

Il 90% della soia negli Stati Uniti è coltivata per i mangimi.

L’87% dell’acqua dolce consumata al mondo è usata per l’agricoltura e gli allevamenti.

1000 all’anno sono gli animali che si estinguono a causa della deforestazione della foresta pluviale e degli habitat degli animali.

Parliamo di noi…

In Italia esistono 150000 allevamenti intensivi. L’87% dei mangimi sono geneticamente modificati ed importati dall’estero. Il 71% degli antibiotici che l’Italia produce sono usati come additivi agli animali da carne, uova e latticini. Il 72% delle emissioni di gas serra generati dall’agricoltura sono prodotti dall’allevamento.

LE FORESTE

La deforestazione, come molti ora sanno dato ciò che è successo in Amazzonia, è voluta non tanto per l’ utilizzo del legname, ma per creare spazi da destinare all’agricoltura di cibi destinati all’allevamento di bovini (la cui carne verrà poi principalmente esportata), circa il 60%. Solo circa il 30% è dovuta all’agricoltura di sussistenza o di piccola scala [fonte: www.mongabay.com].

IN CONCLUSIONE

Riassumendo, dunque: l’allevamento di animali da carne o derivati comporta un enorme spreco d’acqua, contribuisce in maniera rilevante all’effetto serra, è la principale causa della deforestazione ed è altamente inquinante.

D’altra parte, l’ADA (American Dietetic Association) dal 1987 dichiara che una dieta vegana correttamente bilanciata è salutare, adeguata dal punto di vista nutrizionale e adatta a tutti gli stadi del ciclo vitale.

FONTI

“Water Resources: Agriculture, the Environment, and Society” An assessment of the status of water resources by David Pimentel, James Houser, Erika Preiss, Omar White, et al. Bioscience, February 1997 Vol. 47 No. 2

Programma mondiale per il cibo delle Nazioni Unite (WFP)

Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO)

Euro annuario carne 2015

Environmental Protection Agency

NEIC – Centro Internazionale di Ecologia della Nutrizione

USA Agency for International Development

Compassion in World Farming

Associazione nazionale tra i produttori di alimenti zootecnici (Assalzoo)

Sea Shepherd Conservation Society