Agricoltura biodinamica come metodo alternativo

 

L’agricoltura biodinamica fonda le sue radici nel principio secondo cui uomo e natura sono profondamente connessi alle leggi del Cosmo, di cui sono parte. Ne deriva un profondo rispetto verso l’ecosistema e la biodiversità. L’obiettivo è quello di rendere l’azienda agricola un nucleo biologico autosufficiente. Uomini, animali, piante e terreno sono così in equilibrio da collaborare per il sostentamento reciproco.

Nell’agricoltura biodinamica regna il principio secondo cui nutrendo e attivando la terra, essa sarà capace di donare le sostanze nutritive necessarie alle piante. Queste ultime restituiranno poi alla terra i loro frutti, in un circolo continuo capace di generare equilibrio, dove ogni sua parte possa autoregolarsi.
Il fertilizzante usato più spesso in biodinamica, che mette in moto tutto questo processo, è il cumulo. Si tratta di un composto formato da terra, resti alimentari e vegetali, cenere, acqua e altre sostanze, che può produrre calore fino a 40°. Un condensato di energia e di vita che mantiene la terra fertile.

A esso vengono mescolati dei preparati biodinamici per stimolarne i processi biologici. Questi preparati sono costituiti da erbe quali ortica, achillea, valeriana, dente di leone, camomilla e corteccia di quercia, prima opportunamente dinamizzate. Per dinamizzazione si intende la diluizione delle erbe in acqua, con un rapporto di 1/7, con lo scopo di incrementare l’efficacia del terreno. Un processo che risulta simile a quello usato in omeopatia. Qui l’acqua funge da veicolo per l’energia e le informazioni utili ad attivare i processi biologici.

L’agricoltura biodinamica, ancor più di quella biologica, è dunque un metodo alternativo di coltivare la terra. Un metodo più affine alle esigenze non solo della terra stessa e degli animali, ma sicuramente anche dell’uomo.

 

Come nasce l’agricoltura biodinamica?

 

Nel 1913 il filosofo di origini austriache Rudolf Steiner fonda, a Basilea (al Goetheanum di Dornach), la Società Antroposofica. Il movimento a cui dà inizio fonda le sue radici in una dottrina teosofica che guarda all’uomo con uno sguardo rinnovato. L’antroposofia ( dal greco antico “sapienza dell’essere umano“) concepisce l’uomo come parte del Cosmo. Esso è capace quindi di operare con le sue forze e quelle della terra, attraverso un sapere rinnovato che interessa scienza, arte e medicina. È sulla base di questo pensiero che negli anni ’20 nasce l’agricoltura biodinamica.

L’obiettivo di Steiner è la produzione di alimenti di qualità superiore, ossia idonei a nutrire l’uomo non solo da un punto di vista fisico, ma anche psichico ed energetico. È dall’unione di antroposofia, scienze applicate e arti performative che si concretizza il fine ultimo dell’agricoltura biodinamica. Un terreno sempre fertile mantiene le piante sane ed energeticamente forti a resistere autonomamente ai parassiti. Questo permette alla terra di produrre alimenti qualitativamente migliori.

Ma in cosa consiste, a livello pratico, il metodo dell’agricoltura biodinamica? Andiamo a scoprire quali sono nello specifico le tecniche utilizzate.

Agricoltura biodinamica

Il metodo

 

Nell’agricoltura biodinamica ogni sostanza ha una forza vitale che contribuisce a migliorare qualitativamente l’humus. Come precedentemente accennato, l’utilizzo di appositi preparati, “da spruzzo” o “da cumulo“, permette l’attivazione dei processi biodinamici.  .

 

Preparati da spruzzo

 

I preparati da spruzzo sono utili per accrescere e migliorare la produzione vegetale e sono tre: cornosilice, cornoletame e Fladen.
Nei primi due, il preparato viene posto in un corno di bovino, con l’aggiunta rispettivamente di quarzo e letame fertilizzante, e conservato sottoterra per sei messi. L’agricoltura biodinamica considera l’ambiente e il contenitore come fonte di impulsi vitali. Sono proprio questi ultimi a influenzare i processi biodinamici e a determinare il risultato finale. Il cornosilice agisce sulla produzione fruttifera del raccolto. Spruzzando il preparato sulla pianta si stimolano i processi di fotosintesi. Il cornoletame invece ha come finalità la crescita delle radici della pianta, intese come veicolo di nutrimento per quest’ultima. Si spruzza infatti il preparato direttamente sul suolo per migliorare la quantità di humus.

Per il Fladen invece si utilizzano dei gusci di uova, letame fertilizzante e farina di roccia, che dopo la dinamizzazione, macerano sottoterra per diverso tempo. Anche in questo caso, si spruzza il preparato direttamente sul terreno, con lo scopo pero di migliorarne la struttura e incrementarne la fertilità.

 

Preparati da cumulo

 

I preparati da cumulo invece si realizzano con le sei piante officinali sopra elencate. Queste, aggiunte al composto e lasciate maturare nell’ambiente adatto, arricchiscono qualitativamente il terreno. Secondo Steiner il principio di funzionamento del preparato da cumulo è analogo a quello della medicina omeopatica. In altre parole, i preparati fungono da veicolo di trasmissione di energia e informazioni utili al terreno per accelerare i processi biodinamici.

Oltre queste tecniche di stampo più olistico, l’agricoltura biodinamica fa uso anche di pratiche scientifiche più comuni. Come abbiamo ampiamente spiegato, infatti, il fertilizzante più utilizzato è il compost. Inoltre la pratica del sovescio (interramento della pianta che rende fertile il terreno) è alla base dei processi biodinamici. Un altro aspetto fondamentale che deriva da conclamate teorie scientifiche è la rotazione delle colture.
Nell’agricoltura biodinamica la rotazione avviene seguendo il ciclo lunare. Steiner riteneva infatti che le forze cosmiche avessero un’influenza sulla crescita vegetale. Ed è proprio da qui che deriva l’aspetto “dinamico” di questo metodo di agricoltura.

Agricoltura biodinamica

Influssi cosmici  e calendario astronomico nella pratica dell’agricoltura biodinamica

 

Come afferma l’autore Wolfgang Schaumann: “la terra è immersa nelle sfere planetarie del nostro sistema solare e le forze planetarie si imprimono sulla morfologia delle piante“. L’agricoltura biodinaminca si serve degli effetti che la posizione degli astri ha sul terreno. Steiner infatti considera gli influssi astrali come strumenti utili sia alla crescita delle piante che alla fertilità del terreno. Questi si canalizzano attraverso l’atmosfera, il calore e i metalli quali silice e quarzo.

 

Il contributo di Maria Thun

 

Il contributo più importante nella pratica biodinamica è fornito dal calendario astronomico della pioniera dell’agricoltura biodinamica, Maria Thun. Venti anni di ricerche hanno condotto la studiosa tedesca a individuare gli influssi che Luna esercita nella pratica della raccolta. Secondo tali studi, è fondamentale prestare attenzione alla posizione lunare nello zodiaco durante la semina. Essa determina lo sviluppo di ogni parte della pianta, dalla radice al frutto. Il calendario prevede tali posizioni:

  • Con la Luna nei segni di fuoco si ha la semina di quelle piante da cui si vogliono ottenere buoni frutti;
  • Quando la Luna è nei segni d’acqua si ha la semina delle piante da cui si utilizzano le foglie;
  • Se la Luna transita nei segni di terra si seminano piante con buone radici e tuberi;
  • Con la Luna nei segni d’aria si ha lo scopo di ottenere una rigogliosa fioritura.

Così come per la semina, anche la fase della raccolta segue la posizione lunare, in quanto se si è in fase ascendente la linfa è collocata nel fusto della pianta, viceversa nelle radici. Per ottenere le migliori proprietà nutritive è bene dunque seguire gli influssi lunari, armonizzandosi con i cicli della natura. Si avrà perciò la raccolta di tuberi e radici in fase di luna calante e di frutti e vegetali a foglia in fase di luna crescente.
In questo modo la dieta biodinamica diventa un modo di alimentarsi con consapevolezza circa ciò che ogni alimento è in grado di fornire. Ma soprattutto diventa consapevolezza del proprio corpo e di ciò che esso ha bisogno.

 

Certificazione Demeter

 

Così come l’agricoltura biologica, anche quella biodinamica è sottoposta a certificazioni. Nel 1927 è nato il marchio Demeter grazie al quale i prodotti biodinamici possono essere riconoscibili. Essendo le aziende biodinamiche anche biologiche, esse sono soggette quindi a un doppio controllo. Devono presentare la conformità al Reg. CE 834/2007 per il biologico ed essere approvate dalla Demeter International.
Negli anni sono nate 18 filiali di quest’ultima che controllano e garantiscono il marchio dei prodotti biodinamici in tutto il mondo. Ciò assicura che ogni azienda biodinamica faccia uso degli stessi standard, sia in fase produttiva che di trasformazione dei prodotti. È quindi evidente che essi offrono una sicurezza maggiore al consumatore, che potrà trovare in etichetta tali dovute certificazioni.

 

I benefici di una dieta biodinamica

 

Se percepiamo noi stessi come parte integrante del cosmo, possiamo dedurre l’importanza di mantenere noi stessi e la natura in cui abitiamo, in salute ed equilibrio. La dieta biodinamica ci porta ad alimentarci in modo sano, con consapevolezza di ciò che possa assicurare il benessere universale.

Di comune accordo, uomini di spirito e scienziati affermano che il nostro corpo è costituito da tre apparati. Il sistema neurosensoriale ha bisogno di sali e di carboidrati per un corretto funzionamento. Il sistema ritmico è composto da polmoni, torace e cuore e si alimenta grazie all’apporto di grassi e di verdure. Infine per il sistema addominale, del quale fanno parte anche le membra, ha bisogno di proteine e frutta per mantenersi sano. Per mantenerci in salute è necessario prenderci cura di ognuno di essi, in quanto basta che se ne ammali uno perché anche gli altri ne risentano, compromettendo la nostra salute generale. È fondamentale garantire all’organismo le giuste quantità di carboidrati, proteine e grassi.

La dieta biodinamica considera gli alimenti come una preziosa fonte di queste sostanze, che l’universo ci offre per nutrirci della sua stessa energia.  Per questo motivo è fondamentale rispettare la natura in tutte le forme. Quanto più ci prendiamo cura dell’universo, tanto più otteniamo in cambio i suoi doni con qualità e abbondanza.

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